Il rugby non è solo caos con un pallone ovale: è il miglior tipo di caos organizzato
Se hai mai visto una partita di rugby e hai pensato: «Sono solo 30 persone che litigano per uno strano uovo», benvenuto. Non hai esattamente torto, ma sotto tutti quei corpi c’è una logica bellissima. Questa è un’introduzione amichevole e senza tecnicismi al perché il rugby è fantastico, a come funziona e a come puoi iniziare a giocare senza sentirti completamente perso.
Lascia che ti sveli un segreto: il rugby sembra folle di proposito. La prima volta che ho visto una partita, ho pensato che qualcuno avesse dimenticato protezioni e caschi dal football americano. Ma ecco il punto sul rugby contro il football americano: una volta vista una partita da vicino, ti accorgi che è meno fatto di stop e ripartenze e più simile a una corrente viva, che respira. Gioca a rugby e noterai che il cronometro non si ferma quasi mai. Il pallone è vivo. Le persone corrono, passano all’indietro, vengono placcate, si rialzano e ricominciano tutto da capo. Niente quattro down, niente huddle di cinque minuti, niente pausa pubblicitaria ogni volta che qualcuno respira.
Per chi impara le regole del rugby da principiante, iniziate da questo: si può passare il pallone solo all’indietro o lateralmente, mai in avanti. Questa sola regola crea l’intera forma del gioco. Quando vedi un giocatore scattare verso la linea di meta e un altro correre al suo fianco, quello è un sostegno, non solo fiato. Il portatore di palla attira i difensori, poi passa a un compagno che è dietro o sulla stessa linea. Se quel passaggio va in avanti anche solo di un centimetro, l’arbitro fischia e l’altra squadra ottiene una mischia.
Ora, il rugby a placcaggio significa esattamente quello che sembra: fermi il portatore di palla avvolgendolo con le braccia e portandolo a terra. Niente cariche con la spalla alla testa, niente prese per il collo, niente tuffi contro le ginocchia. In un placcaggio corretto, guidi con la spalla, avvolgi con le braccia e porti il giocatore a terra in sicurezza. Una volta a terra, deve rilasciare immediatamente il pallone. È lì che inizia il vero divertimento: il breakdown. Due o tre giocatori per parte contendono il pallone a terra mentre il resto della squadra si schiera. È caotico, ma ha delle regole e, una volta capito, il rugby a placcaggio diventa meno spaventoso.
Se ti stai chiedendo dove stiano tutti, vediamo le posizioni del rugby spiegate in un modo che non ti farà venire il mal di testa. La squadra è divisa in due gruppi: avanti e trequarti. Gli avanti sono i giocatori grossi e potenti. Indossano i numeri dall’1 all’8 e fanno il lavoro pesante: mischie, rimesse laterali, ruck, maul. Sono la sala macchine. I piloni (numeri 1 e 3) sono i tipi tarchiati e forti che tengono su la mischia. Il tallonatore (2) lancia il pallone nelle rimesse laterali e lo “aggancia” all’indietro in mischia. Le seconde linee (4 e 5) sono alte e vengono usate come saltatori. I flanker (6 e 7) sono veloci, aggressivi e amano il caos. Il numero 8 controlla il pallone in fondo alla mischia.
I trequarti, numeri dal 9 al 15, sono di solito più rapidi e sfuggenti. Il mediano di mischia (9) è quello piccolo e che comanda, colui che passa il pallone fuori dalla mischia e dal ruck. Il mediano di apertura (10) è il regista, quello che decide se correre, passare o calciare. I centri (12 e 13) sfondano o si muovono con finezza attorno ai difensori. Le ali (11 e 14) sono i fulmini sulle corsie esterne. L’estremo (15) è l’ultima linea di difesa e spesso riceve i calci alti. Quindi, quando qualcuno ti spiega le posizioni del rugby in modo semplice, ricorda solo: gli avanti conquistano il pallone, i trequarti fanno le giocate spettacolari e tutti placcano.
Ora parliamo dei punti, perché il punteggio nel rugby spiegato senza contesto può sembrare casuale, ma in realtà è semplice. Una meta vale cinque punti. Si segna una meta schiacciando il pallone a terra nell’area di meta avversaria, cioè la zona oltre la linea di meta. La chiave, secondo le regole di assegnazione della meta nel rugby, è il controllo. Non puoi semplicemente far cadere il pallone oltre la linea; devi premerlo verso il basso esercitando una pressione con le mani, le braccia o la parte superiore del corpo. Se il pallone è libero e ti ci tuffi sopra con un dito, potrebbe valere, ma solo se ne hai il controllo. Dopo una meta, la squadra che ha segnato ha diritto a un calcio di trasformazione che vale due punti. Un calcio di punizione vale tre punti e viene battuto dopo un’infrazione dell’altra squadra. Anche un drop vale tre punti: viene calciato durante il gioco aperto dopo che il pallone ha rimbalzato a terra.
Se sei completamente alle prime armi e vuoi consigli di allenamento per principianti nel rugby, inizia dalle abilità rugbistiche di base prima di preoccuparti della tattica. La prima abilità di base è il passaggio. Mettiti di fianco rispetto al bersaglio, fai oscillare il pallone attraverso il corpo con entrambe le mani e mira al petto. Il pallone viaggia con la punta in avanti, ruotando a spirale, non con un movimento di ribaltamento. Allenati a passare all’indietro mentre corri lentamente in avanti: è più difficile di quanto sembri. Secondo, lavora sulla ricezione con mani morbide. Devi ricevere il pallone con le dita e portarlo verso il corpo, senza colpirlo. Terzo, impara a cadere in sicurezza. Sì, cadere è un’abilità. Tieni il mento basso, le braccia vicine al corpo e rotola seguendo lo slancio. Quando giochi a rugby, finirai a terra. Spesso. Quarto, impara prima la tecnica del placcaggio sui cuscinetti: guancia a guancia, cioè la tua guancia va accanto al fianco o alla coscia dell’avversario, non di traverso rispetto al suo corpo. Avvolgi, stringi e spingi con le gambe.
Se vuoi allenarti da principiante senza ancora iscriverti a un club, prendi un pallone e un muro. Lancia il pallone contro il muro mentre ti muovi lateralmente. Allenati a correre con il pallone in due mani, non in una, perché non sai mai quando dovrai passarlo. Guarda vecchie partite e segui soltanto il pallone, poi segui i giocatori di supporto. Inizierai a vedere gli schemi.
Un’ultima cosa: non aver paura di sbagliare. Il rugby è un gioco di errori. Il pallone viene perso in avanti, i passaggi vanno in avanti e almeno una volta qualcuno corre dalla parte sbagliata. I migliori giocatori sono quelli che si rialzano più in fretta. Quindi se qualcuno ti invita a giocare a rugby, accetta. Porta un paradenti, lascia l’ego a casa e goditi il miglior caos organizzato di cui farai mai parte.











